Come scegliere una software house a Bologna: 9 domande da fare
La scelta che ti porti dietro per anni
Scegliere chi ti fa il sito o il gestionale non è come scegliere un fornitore di cancelleria. È una relazione che dura anni: quella persona o quell'azienda manterrà il tuo sito, lo aggiornerà, lo sistemerà quando qualcosa si rompe di domenica mattina. Sbagliare scelta costa molto più del preventivo iniziale: costa rifare tutto da capo tra un anno, con i dati da migrare e i clienti da non perdere.
A Bologna e in Emilia-Romagna di software house e web agency ce ne sono decine, da quelle di due persone a quelle strutturate. Come distinguerle? Non dal sito vetrina (tutti bravi a farsi belli da soli) e non dal prezzo più basso. Dalle risposte a queste nove domande.
Le 9 domande
1. Mi fate vedere lavori veri, visitabili online?
Non screenshot, non "portfolio" con loghi senza link: siti e software reali che puoi aprire, cliccare, testare. E meglio ancora: clienti che puoi chiamare. Chi ha fatto un buon lavoro non ha niente da nascondere. Chi mostra solo mockup, qualche domanda fattela.
2. Il preventivo è dettagliato voce per voce?
Un preventivo serio elenca cosa include: pagine, funzionalità, testi, SEO, formazione, manutenzione. Un preventivo vago ("realizzazione sito web: 3.000 euro") è un assegno in bianco: tutto quello che non è scritto verrà quotato dopo, al prezzo che decidono loro.
3. Chi scrive i testi?
La domanda che quasi nessuno fa e che distingue i professionisti. Se la risposta è "li fornite voi" senza supporto, preparati a settimane di blocco. Se è "ci pensiamo noi" senza farti domande sulla tua azienda, preparati a testi generici. La risposta giusta sta in mezzo: un processo di scrittura condiviso, con chi ti intervista e scrive per vendere.
4. Il codice e i dati sono miei?
Domanda scomoda, fondamentale. Se un domani vuoi cambiare fornitore, puoi prendere il tuo sito e portarlo altrove? Il codice è tuo o in licenza? Il gestionale gira su infrastrutture che controlli? Chi risponde in modo evasivo ti sta vendendo una prigione dorata, non un software.
5. Come gestite la manutenzione dopo il lancio?
Il sito va online e poi? Chi aggiorna, chi sistema i bug, in quanto tempo rispondete se qualcosa si rompe? Fatti dire tempi di risposta e costi, scritti. "Ci sentiamo quando serve" non è un piano di manutenzione: è una promessa destinata a infrangersi alla prima urgenza vera.
6. Che tempi mi date, e cosa vi serve da me?
Tempi realistici per un sito aziendale: settimane, non giorni e non sei mesi. E soprattutto: un fornitore serio ti dice cosa deve ricevere da te e quando (testi, foto, decisioni), perché sa che il 90% dei ritardi nasce dal cliente, non dallo sviluppo. Chi promette "tutto in una settimana, pensiamo a tutto noi" sta vendendo fumo.
7. Chi sarà il mio referente?
In molte agenzie vendi con il commerciale brillante e poi vieni seguito da un project manager junior che cambia ogni tre mesi. Chiedi chi seguirà il tuo progetto, che esperienza ha, e se sarà la stessa persona dall'inizio alla fine. La continuità vale più di qualsiasi promessa commerciale.
8. Come comunicate durante il progetto?
Riunioni settimanali? Un sistema dove vedi l'avanzamento? Email nel vuoto cosmico? I progetti web muoiono per mancanza di comunicazione, non per mancanza di tecnica. Un fornitore organizzato ha un metodo e te lo mostra prima di iniziare, non dopo il primo problema.
9. Cosa succede se tra un anno voglio cambiare qualcosa?
Questa domanda rivela tutto. Il fornitore serio ti spiega come il sito è costruito per evolvere: aggiungere pagine, funzioni, lingue. Quello poco serio balbetta, perché ha costruito qualcosa di rigido che solo lui può toccare. E indovina a che prezzo.
Come usare le risposte
Non serve che tutte e nove le risposte siano perfette. Serve il pattern: se un fornitore risponde bene a sette domande e onestamente alle altre due ("su questo dobbiamo organizzarci meglio"), è probabilmente serio. Se schiva tre o quattro domande con giri di parole, scappa, anche se costa meno.
E un consiglio pratico: fai queste domande a due o tre fornitori e confronta le risposte. Le differenze ti diranno più di qualsiasi brochure.
Il nostro punto di vista (dichiarato)
Siamo una software house di Bologna, quindi non fingiamo neutralità assoluta. Ma queste nove domande le abbiamo scritte perché sono quelle che vorremmo ci facessero: abbiamo i lavori online da mostrare, i preventivi voce per voce, il codice che resta tuo, un referente unico. Se un concorrente risponde meglio di noi a queste domande, è giusto che tu scelga lui. Il punto è farle, le domande.
Domande frequenti
Meglio una software house o un freelance?
Dipende dal progetto. Un freelance bravo va benissimo per un sito vetrina semplice e costa meno. Per progetti strutturati (e-commerce, gestionali, integrazioni) serve un team: se il freelance si ammala o sparisce, il progetto si ferma. Valuta la criticità di quello che stai comprando.
Meglio un fornitore vicino o va bene anche a distanza?
La vicinanza aiuta, soprattutto all'inizio: vedersi di persona per definire il progetto vale dieci call. Per la manutenzione ordinaria la distanza non conta. Se sei in Emilia-Romagna, un fornitore locale che puoi raggiungere in un'ora è un buon compromesso.
Quanto deve costare un sito fatto bene?
Per una PMI: un sito vetrina professionale tra i 2.000 e i 5.000 euro, un e-commerce tra i 6.000 e gli 8.000. Sotto queste cifre, manca qualcosa (spesso i testi, la SEO o la manutenzione). Sopra, fatti spiegare voce per voce il perché.
Come verifico le referenze?
Chiedi due o tre clienti da contattare e chiamali davvero. Domande utili: hanno rispettato i tempi? Come si sono comportati dopo il lancio? Li richiameresti? Cinque minuti al telefono valgono più di dieci pagine di portfolio.
E se ho già un fornitore ma non sono contento?
Prima parlane apertamente: a volte i problemi nascono da aspettative non dette. Se non cambia niente, queste nove domande ti servono anche per scegliere il prossimo, con in più la domanda dieci: come gestiamo la migrazione dal vecchio fornitore?
E adesso?
Stai valutando un fornitore per il sito o per un software? Portaci queste nove domande: fissiamo un confronto di trenta minuti, rispondiamo a tutte senza giri di parole, e se non siamo noi quelli giusti te lo diciamo. Preferiamo un "no" onesto oggi a un cliente scontento domani.