Rifare il sito aziendale: checklist in 12 punti prima di chiedere preventivi
Perché i preventivi migliori arrivano a chi è preparato
C'è una scena che vediamo spesso: un titolare ci chiama, ci dice "vorrei rifare il sito", e alla domanda "cosa deve fare il nuovo sito?" risponde "eh, come quello di adesso ma più bello". Da lì in poi è un tira e molla di settimane, il preventivo lievita, e alla fine nessuno è contento.
Il problema non è il fornitore. È che senza una preparazione minima stai chiedendo a qualcuno di darti un prezzo per qualcosa che non hai ancora definito. Il risultato sono preventivi vaghi, confronti impossibili e sorprese in corso d'opera.
La buona notizia: bastano dodici controlli, fattibili in un pomeriggio, per arrivare preparato. Chi lo fa ottiene preventivi più precisi, confrontabili tra loro, e quasi sempre spende meno. Ecco la checklist.
La checklist in 12 punti
1. Definisci un obiettivo misurabile. "Più bello" non è un obiettivo. "Portare 10 richieste di preventivo al mese" sì. Tutto il progetto si costruisce sull'obiettivo: design, testi, struttura. Senza, stai comprando a scatola chiusa.
2. Elenca le pagine che servono davvero. Home, chi siamo, servizi, contatti sono la base. Poi: ti serve un catalogo prodotti? Un'area riservata? Un blog? Le lingue? Scrivi la lista: ogni pagina è lavoro, e un elenco chiaro evita il classico "ah, ci servirebbe anche..." a progetto iniziato.
3. Fai l'inventario dei contenuti. Quali testi del sito attuale si possono tenere? Quali vanno riscritti? I testi sono la voce più sottovalutata di un rifacimento: scriverli da zero richiede tempo, e se non lo pianifichi il progetto si ferma in attesa dei tuoi testi per settimane.
4. Raccogli foto e materiali. Foto di qualità della sede, del team, dei prodotti. Un sito con foto stock generiche comunica "azienda generica". Se non hai foto decenti, metti in conto un servizio fotografico: costa meno di quello che rende.
5. Controlla chi ha gli accessi. Dominio, hosting, pannello di controllo: sai dove sono e hai le credenziali? Il numero di rifacimenti bloccati per un dominio registrato a nome di un ex collaboratore è imbarazzante. Verifica ora, non il giorno del lancio.
6. Misura il sito attuale. Installa o controlla Google Analytics e Search Console se non l'hai già fatto. Sapere quante visite hai, da dove arrivano e quali pagine convertono ti dice cosa tenere e cosa buttare. Rifare alla cieca è come operare senza diagnosi.
7. Analizza la SEO esistente. Il tuo sito si posiziona per qualche parola chiave? Riceve traffico da Google? Se sì, il rifacimento deve preservare quel posizionamento con i redirect giusti, altrimenti butti via anni di lavoro. Chiedi al fornitore come gestirà la migrazione SEO: se ti guarda strano, cambia fornitore.
8. Testa velocità e mobile. Apri il sito dal telefono: quanto ci mette a caricare? I pulsanti si cliccano bene? Più della metà delle visite arriva da mobile, e un sito lento su telefono perde clienti prima ancora di presentarsi. Segna i problemi: sono la lista dei requisiti del nuovo sito.
9. Elenca le integrazioni. Il sito deve parlare con il gestionale, il CRM, il software di newsletter o di fatturazione? Scrivilo. Le integrazioni dimenticate sono la prima causa di extra-costi nei rifacimenti.
10. Decidi le lingue. Sito solo in italiano o anche in inglese? Ogni lingua in più è traduzione, impaginazione e manutenzione doppia. Decidilo prima: aggiungerla dopo costa il doppio.
11. Stabilisci budget e tempi realistici. Un sito vetrina ben fatto sta tra i 2.000 e i 5.000 euro e richiede tre o quattro settimane di lavoro vero (più i tuoi tempi di approvazione). Se il tuo budget è la metà, riduci l'ambizione, non la qualità: meglio un sito piccolo fatto bene che uno grande fatto male.
12. Scegli chi decide. Un progetto web ha decine di micro-decisioni: testi, foto, colori, revisioni. Se a decidere sono in quattro senza un responsabile finale, i tempi raddoppiano. Nomina una persona che ha l'ultima parola e comunicala al fornitore.
Cosa cambia con la checklist in mano
Con questi dodici punti compilati, succedono tre cose. Primo: i preventivi che ricevi sono dettagliati e confrontabili, perché tutti quotano la stessa cosa. Secondo: spariscono le voci "imprevisti" gonfiate, perché c'è poco di imprevisto. Terzo: il progetto finisce nei tempi, perché le decisioni sono già prese.
In pratica, un pomeriggio di preparazione ti fa risparmiare settimane di tira e molla e, molto spesso, qualche migliaio di euro.
Domande frequenti
Devo fare tutto da solo o mi aiuta il fornitore?
Un buon fornitore ti guida nella raccolta, ma i contenuti e le decisioni sono tuoi: nessuno conosce la tua azienda meglio di te. Diffida di chi ti chiede "il logo e due righe" e promette di pensare a tutto lui.
Quanto tempo serve per preparare la checklist?
Un pomeriggio per i punti operativi (accessi, pagine, materiali), più qualche giorno per i testi se vanno riscritti. È il tempo meglio speso dell'intero progetto.
E se non so rispondere a qualche punto?
È normale, soprattutto su SEO e analytics. Segna i punti incerti e portali al primo incontro col fornitore: è anche un ottimo test per capire se ne sa qualcosa.
La checklist vale anche per un e-commerce?
Sì, con qualche voce in più: catalogo prodotti (quanti? con varianti?), metodi di pagamento, spedizioni, fatturazione. Ma la logica è identica: prima definisci, poi quoti.
Posso riusare i testi del sito vecchio?
Se sono buoni, sì. Ma sii onesto: testi scritti dieci anni fa, pieni di "leader nel settore" e "soluzioni innovative", quasi sempre vanno riscritti. I testi deboli affossano anche il sito più bello.
E adesso?
Stampa la checklist, compilala in un pomeriggio e poi chiedi i preventivi: vedrai la differenza già dalla qualità delle risposte che ricevi.
Se vuoi, facciamo il primo passo insieme: richiedi un audit gratuito del tuo sito attuale. Lo analizziamo voce per voce secondo questa checklist e ti diciamo cosa tenere, cosa sistemare e cosa rifare. Rispondiamo entro 24 ore lavorative.